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EDUCATIVA FAMILIARE DOMICILIARE

Educativa Familiare Domiciliare. Tre termini che insieme illustrano il Progetto pilota regionale. Tre termini che danno la giusta armonia al Servizio studiato per minori in condizione di disagio sociale in nuclei familiari in difficoltà. Un Servizio che si presenta in duplice veste: nell’affiancamento educativo del bambino nelle attività quotidiane, e nel sostegno alla genitorialità. Finora abbiamo posto l’accento sui termini affiancamento e sostegno, ma c’è un’altra parola chiave che vale la pena di analizzare: domiciliare. E sì perché l’intervento prevede la presenza di un educatore direttamente a casa vostra, che avrà come suo obiettivo primario il mantenimento del bambino nel nucleo familiare d’origine. Una sorta di grande casa, con una porta spalancata e sorridente, con un educatore che si accinge a varcare la soglia dell’abitazione rappresentata. E’ da questa immagine e con questa immagine che parte il Servizio. Con lo stesso sorriso della porta, con la stessa accoglienza, con la stessa “apertura” verso gli altri. Si dà inizio così all’Educativa Familiare Domiciliare…



DESTINATARI
Il Servizio si rivolge a bambini di età compresa tra 0 e 14 anni appartenenti a nuclei familiari che versano in condizioni di disagio socio-ambientale e che sono residenti in Calabria.

OBIETTIVI GENERALI
Il Servizio di Educativa Familiare Domiciliare nasce con l’intento di perseguire due macro obiettivi:
Prevenire situazioni di disagio sociale a rischio di disadattamento, di marginalità e di devianza minorile, mantenendo il minore all’interno del proprio nucleo familiare
Prevenire l’istituzionalizzazione di minori a rischio.
Da qui la necessità di intervenire nello specifico e nel dettaglio, mirando ai seguenti obiettivi:
Promuovere il mantenimento del bambino nel nucleo familiare d’origine
Sostenere e promuovere i processi di socializzazione del bambino nel rapporto con il gruppo dei pari e nell’integrazione con il territorio
Favorire nel bambino l’acquisizione e l’interiorizzazione del sistema di regole
Stimolare e sostenere il minore nel percorso scolastico
Sostenere la famiglia nel proprio ruolo educativo in situazioni di temporanea o strutturata difficoltà psicologica e socio-economica
Ricostruire l’intero sistema relazionale della famiglia attraverso il rafforzamento delle figure parentali
Sostenere il minore in situazioni di deprivazione educativa e affettiva
Contrastare l’isolamento sociale dei nuclei familiari in difficoltà attraverso interventi mirati e specifico.


DURATA DEL SERVIZIO
La struttura, la costruzione del percorso e le attività previste nell'ambito dell'intervento di E.F.D. seguiranno tempi di realizzazione diversificati e pianificati in base ai reali bisogni rilevati, alla tipologia dell'intervento e alla peculiarità del caso specifico di ogni singola famiglia.  Il Progetto prevede un intervento minimo dell’educatore dalle 4 alle 10 ore settimanali per il minore e per il proprio nucleo familiare.


FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE NELL’INTERVENTO

  • L’EDUCATORE

Una figura, quella dell’educatore, che si propone come modello sia per il minore che per il genitore, sostenendo, quest’ultimo, nell’espletamento delle funzioni genitoriali e nell’espressione delle proprie competenze educative. L’educatore è una sorta di sarto in grado di cucire l’abito addosso al vissuto, alle esigenze e al disagio del minore. Interagendo, dunque, sia con il minore che tra il minore e la famiglia.

  • LO PSICOLOGO

Allo psicologo è demandato il compito di pianificare le varie fasi dell’intervento strutturate in base alle reali esigenze e bisogni della famiglia. Svolge una funzione di supervisione sull’intervento complessivo, naturalmente in piena sintonia con il lavoro svolto dall’educatore.


SOGGETTO ATTUATORE, SOGGETTO PROPONENTE E AMBITI DI INTERVENTO
Il Progetto vede la Fondazione Calabria Etica nelle vesti di soggetto attuatore e la Regione Calabria - Assessorato alle Politiche Educativa Familiare Domiciliare Sociali in qualità di soggetto proponente. Il Servizio si rivolge alle famiglie disagiate segnalate dal Centro Giustizia Minorile per la Calabria e la Basilicata con sede in Catanzaro, dal Tribunale per i minori di Catanzaro  e Reggio Calabria, dalle Aziende sanitarie provinciali di Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria e dai i Servizi sociali dei comuni della provincia di Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. Gli ambiti provinciali individuati, dunque, si concentrano su tutto il territorio regionale, dove persistono situazioni critiche temporanee o strutturate che incrinano le condizioni dei nuclei familiari e dei minori. La sede operativa, come abbiamo già ribadito, si colloca nelle abitazioni dei nuclei familiari interessati o in alloggi messi a disposizioni della famiglia presa in carico.



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