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COMUNICATO
Le persone e le imprese che trovano ostacoli nell’accesso al credito potranno confidare in
una sponda di sostegno offerta dalla Fondazione regionale Calabria Etica, presieduta da Luigi Bulotta. Si tratta di una iniziativa tesa a garantire, attraverso un apposito fondo, microcrediti a piccole imprese e famiglie che trovano spesso difficoltà nel ricorrere a prestiti bancari per l’assenza di garanzie adeguate.
Il progetto promosso dall’ente regionale, in collaborazione con la Banca polare Etica e la Caritas delle Diocesi di Catanzaro, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria e Rossano, cui ha aderito recentemente anche il Comune di Lamezia Terme, si inquadra nell’ambito del programma Amica (Azioni microcredito Calabria).
L’obiettivo del progetto è quello di dare una boccata d’ossigeno a quanti sono esclusi dai circuiti finanziari tradizionali, quali le microimprese e soggetti svantaggiati come anziani, famiglie con fasce di reddito basso, giovani italiani e immigrati che abbiano un lavoro stabile e siano residenti in Calabria da almeno due anni". "Un sostegno socio-assistenziale concreto - con cui si vuole alleggerire le condizioni di precarietà economica dei cittadini meno abbienti che soffrono maggiormente la grave crisi che imperversa nel nostro Paese.
Il credito erogato dal sistema bancario raggiunge una minima parte della popolazione: molte famiglie, soprattutto nel Sud, non hanno accesso al credito, come pure molte piccole imprese di nuova costituzione che non hanno la possibilità di svilupparsi".
Le condizioni sociali della Calabria sono tra le più critiche in Italia, in relazione sia alle condizioni di vita e all’incidenza della povertà, che alle dotazioni di servizi alle persone e alle imprese. Più di un quarto delle famiglie residenti (27,1%) risulta sotto la soglia di povertà, rispetto al 26,7% della media del Mezzogiorno ed al 13,2% nazionale.
Le aree del disagio si stanno estendendo dalla popolazione ad elevato livello di esclusione (famiglie monoparentali, soprattutto con donne capofamiglia, anziani non autosufficienti con basso reddito, immigrati non regolari, disoccupati, portatori di handicap, ex detenuti), anche ad altri segmenti di popolazione, come le famiglie numerose monoreddito, i ceti operai, i giovani con livelli medi di istruzione.
La carenza di una adeguata pianificazione sociale non ha permesso lo sviluppo di un sistema sociale adeguato alle esigenze della nostra regione: il settore sociale si è in prevalenza caratterizzato come mero distributore di trasferimenti monetari, che hanno rappresentato, infatti, gran parte della spesa sociale regionale, e non come fornitore di servizi alla persona e alla comunità, per lo più disorganicamente delegati alle forze del terzo settore, della beneficenza e dell’iniziativa privata speculativa. Il microcredito è uno strumento di finanza etica utile nella lotta alla povertà ed alla esclusione sociale.
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