Tracciare l’identikit del destinatario tipo dei “Centri per la Famiglia” potrebbe essere a prima vista un compito semplice. Ma non è così. La linfa vitale dei “Centri per la Famiglia”, infatti, è la costante apertura nei confronti di una società in continua corsa, ma al contempo disorientata, smarrita, confusa. Una società che ha perso di vista i propri punti di riferimento, i propri obiettivi. Ecco perché non è facile identificare il beneficiario tipo del Progetto. Perché ci troviamo di fronte a svariati contorni, a variegate sfaccettature, a profili che non possono essere né abbozzati, né tantomeno sovrapposti. C’è da precisare che aderire ai “Centri per la Famiglia” non significa necessariamente essere portatori di un disagio. Essere destinatari del Progetto significa essere consapevoli delle difficoltà che ogni nucleo familiare può incontrare nel corso del suo cammino. Significa essere coscienti della responsabilità del proprio ruolo in una società che svilisce sempre più il concetto di famiglia. Ma significa anche avere le idee confuse sulla propria vita, sulle proprie aspirazioni, sui propri progetti. Così come significa avere dei problemi nella sfera sociale o avere alle spalle una storia travagliata conseguente ad una separazione. Ma non solo.
Ecco una sorta di vademecum che racchiude le varie tipologie di soggetti ai quali il Progetto si rivolge. Per avere un’idea ancora più precisa, li divideremo in beneficiari diretti e indiretti.
Beneficiari diretti :
genitori e figli: l’obiettivo è quello di puntare sulla prevenzione del disagio. I Centri si rivolgono a tutte le famiglie che volessero intraprendere un percorso di crescita in grado di sostenere e di superare le varie e fisiologiche problematiche che si potrebbero presentare nel corso della vita.
genitori con figli in età infantile, pre-adolescenziale e adolescenziale;
donne e uomini con problematiche relative all’incomunicabilità di coppia, con un difficile rapporto con i figli o con un grave disagio personale e sociale come può essere l’abuso di sostanze stupefacenti o le difficoltà economiche. Ed ancora con problemi connessi alla sfera sociale con conseguente difficoltà nelle relazioni con i gruppi d’appartenenza, per esempio nell’ambiente di lavoro;
famiglie con problemi relativi alla presenza di un malato cronico in casa o di un portatore di handicap. Senza dimenticare i difficili rapporti che possono intercorrere con le famiglie d’origine o le difficoltà subentrate dopo un lutto o dopo una separazione.
In questo contesto s’inserisce l’attività della mediazione familiare che si rivolge a coppie sposate e di fatto che manifestano la volontà di separazione o di divorzio. L’obiettivo del servizio è quello di salvaguardare i figli mirando alla “corresponsabilità e uguaglianza dei ruoli genitoriali”;
minori (da 0 a 10 anni) l’obiettivo principale è quello di puntare tutto sulla comunicazione genitori-figli fin dalla tenera età e quindi della prima infanzia. L’attività ludico- ricreativa sarà il mezzo per arrivare - attraverso l’ascolto, i racconti delle fiabe e la loro animazione - a dare forma alla realtà sviluppando le strutture cognitive, di riferimento e dando un volto ai valori della vita;
minori (11-18 anni): l’obiettivo è prevenire o stabilire strategie di intervento su comportamenti a rischio sui quali si vuole incidere attraverso colloqui individuali o gruppi di auto aiuto. Una rilevante ricaduta educativa sarà data anche dalla attività del centro svolte in sinergia con i soggetti territoriali coinvolti nelle politiche della famiglia.
Beneficiari indiretti:
Gli enti territoriali, le Associazioni delle famiglie, le Associazioni di volontariato, la Chiesa, che aggiungono esperienza, competenza e metodologia al lavoro del Centro.
La scuola è, dunque, stimolata ad una politica partecipativa, preventiva e intrisa di valori. La sua collaborazione alle attività del Centro è preziosa in quanto si pone come supporto ai programmi individualizzati dei singoli beneficiari minorenni.
L’intera comunità dell’area interessata sarà indirettamente beneficiaria dell’intervento perché sarà migliorato lo stato dell’informazione dei nuovi fenomeni che arricchiscono o impoveriscono la famiglia in sé come cellula della società.
La comunità presente sull’intero territorio regionale beneficerà dell’informazione e documentazione prodotta sulla realtà socio-educativa esistente nel capoluogo calabrese.