CENTRO PER LA FAMIGLIA
Percorsi a sostegno della famiglia
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A. Partners coinvolti |
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Enti Locali |
B. INFORMAZIONI GENERALI RELATIVE AL PROGETTO
Localizzazione
Catanzaro – Vibo Valentia – Reggio Calabria – Cosenza - Crotone
Coordinatrice dei Centri per la famiglia è la dott.ssa Maria Teresa Marino
Tipologia del Progetto
Intervento di tipo psico-socio-educativo
Motivi dell’intervento
Il progetto “CENTRO PER LA FAMIGLIA” nasce da una motivazione basilare: il ruolo della famiglia, nella società moderna, si è molto modificato e desta preoccupazioni comuni a tanti; le esigenze di una famiglia moderna, i servizi di cui necessita, le opportunità di crescita e confronto diventano sempre più complessi e articolati
Il progetto, vuole dare una risposta concreta a quelle famiglie che nelle diverse situazioni della vita, si sentono disorientate, smarrite ed hanno bisogno di un punto di riferimento dove poter avere un costante sostegno.
Si è dunque, avvertita l’esigenza di sostenere la famiglia e farsi insieme ad essa portavoce delle proprie esigenze, in una prospettiva di crescita dell’intero nucleo.
E’, dunque, indispensabile approntare degli strumenti in grado di fornire supporto e sostegno alle famiglie, garantendo alle stesse, in maniera integrata, opportunità per affrontare le problematiche familiari attraverso la predisposizione e l’apertura di uno Centro che funga da punto di riferimento e da supporto.
Il mestiere di genitore è certo uno dei più affascinanti, ma anche dei più difficili, sia per la complessità delle situazioni che si devono affrontare, sia perché quasi nessuno ha ricevuto a riguardo una preparazione specifica.
La complessità, oggi, non appartiene solo al ruolo genitoriale in sé e per sé, essa contraddistingue la società in senso lato, quella società che non riesce a fermare il perenne processo di cambiamento e di evoluzione in cui è inserita.
Essendo la cellula più importante della società, la famiglia, oggi, appare sempre più
coinvolta e sconvolta dal cambiamento in atto e non può fare a meno di sentirsi smarrita davanti al venire meno delle certezze che hanno caratterizzato i modelli educativi del passato.
La fisionomia della famiglia assume sfaccettature sempre più cangianti che assistono al perenne cambiamento degli stili educativi, degli attori e dei riferimenti valoriali. Cambiano i metodi e i ruoli educativi: non esiste più il modello familiare tradizionale e, i genitori, si sentono sempre più disorientati e privi di un substrato culturale cui riferirsi nel loro agire. Ad aggravare tale situazione di disagio e di smarrimento subentrano senz’altro i recenti fatti di cronaca che portano sempre più frequentemente alla ribalta bambini e adolescenti in qualità di vittime e/o artefici di atti violenti e devianti.
Nella nostra specifica realtà territoriale, il bisogno da parte di molti genitori di avere uno spazio di incontro e di confronto sul proprio agire educativo, ci appare evidente per le molteplici richieste che provengono sia, alle Associazioni di volontariato, sia ai Servizi pubblici.
Il presente progetto vuole rispondere all’intento di promuovere la riflessione pedagogica con i genitori, così da favorire la loro intenzionalità educativa e lo sviluppo delle loro competenze. Ciò che si vuole promuovere è, in maniera particolare, l’incontro tra i genitori, l’occasione di scambio e di confronto sulle tematiche educative e sugli strumenti che, quotidianamente, segnano il loro agire.
La proposta educativo/formativa che si intende attuare, non vuole, pertanto, rappresentare il tentativo di “confezionare” delle ricette di tipo manualistico rispondendo ad una logica di “addestramento” tecnico, ma favorire una cultura e una sensibilità educativa capace di accompagnare il processo evolutivo dei propri figli, sin dalla primissima infanzia, o in particolari situazioni di disagio già manifesto.
Sintesi del Progetto (idea progettuale, i principali obiettivi, le principali attività ed i beneficiari)
La proposta di progetto si iscrive nell’ambito dei servizi socio educativi. L’area geografica di intervento è quella delle 5 province calabresi.
Nello specifico si intende dare sostegno educativo e psicologico alle famiglie che incontrano difficoltà nella gestione dei rapporti familiari. Il tutto nell’ambito di un Centro che promuova la “cultura della famiglia” attraverso la realizzazione di attività di formazione finalizzata sempre all’ “educazione” familiare.
Si perseguono, quindi, i seguenti obiettivi specifici:
1) Offrire una informazione completa circa i servizi esistenti sul territorio che, a rete, circondano il nucleo familiare
2) Sviluppare in un’ottica preventiva le competenze genitoriali e favorire il ben-essere dei genitori ( in quanto condizionante il ben-essere dei figli)
3) Contribuire alla “professionalizzazione” di esperti operatori nel sostegno familiare attraverso la formazione di baby sitter, di badanti e di volontari delle famiglie
4) Accompagnare l’educazione dei figli più piccoli attraverso attività in favore della costruzione della propria personalità unica e irripetibile
5) offrire consulenza specialistica in materia legale;
Le attività previste sono:
● Uno sportello informativo: (offerta dell’informazione sui servizi a sostegno delle famiglie e sugli altri esistenti sul territorio, mappatura risorse pubbliche e private (attivazione collegamenti diretti con associazioni ed organizzazioni di volontariato, parrocchie, servizi socio-educativi, servizi socio-assistenziali e sanitari, servizi ricreativo-culturali, forze dell’ordine), costruzione di un archivio informatico suddiviso in categorie e per argomento in funzione della futura costruzione di una mappa dei servizi e delle opportunità territoriali inerenti le tematiche familiari, attuazione di una ricerca-azione (aggiornamento dati statistici riferiti alla popolazione delle circoscrizioni) attraverso metodo partecipativo degli afferenti il servizio per il miglioramento dello stesso.
A tal fine l’attività dello Sportello si articola in particolare in sei aree:
1.Servizio di Accoglienza: con il compito di accogliere in modo qualificato e tempestivo le richieste delle persone ed indirizzarle verso le aree di consulenza o di intervento più idonee;
2.Consulenza per l’infanzia: Si rivolge alle famiglie con bambini piccoli. Lo scopo del servizio è quello di fornire un sostegno alla genitorialità al fine di promuovere un armonico sviluppo dei figli, migliorare la qualità delle relazioni o gestire le eventuali difficoltà nelle varie aree evolutive (alimentazione, sonno, regolazione emotiva, ...);
3.Consulenza per l’adolescenza: Si rivolge ai ragazzi dai 12 ai 21 anni. Il Servizio accoglie anche le richieste di consulenza o informazione familiari, educatori ed insegnanti impegnati nel lavoro con adolescenti;
4.Consulenza per la famiglia: attraverso la realizzazione di interventi per la promozione del benessere familiare, basati sul dialogo e sulla comunicazione, al fine di migliorare le relazioni e prevenire il disagio;
5.Sostegno allo sviluppo della genitorialità: Gruppi di incontro periodici con i genitori su tematiche dello sviluppo e della genitorialità. Conferenze e seminari su tematiche relative all’infanzia, all’adolescenza e alla famiglia;
6.Mediazione familiare: offre un servizio di consulenza per tematiche relative alla conflittualità nei casi di separazione legale e/o divorzio delle coppie con figli; per regolamentare le modalità di relazione tra i vari componenti della famiglia; per risolvere tutte le questioni connesse alla cura, l’educazione e la partecipazione di entrambi i genitori alla vita dei figli.
Le azioni sopra menzionate verranno svolte in modo parallelo prevedendo, al contempo, una periodica e finalizzata interazione e reciprocità
C. CONTESTO
Quadro territoriale
PREMESSA: I dati qui di seguito riportati sono stati forniti dalle classificazioni e dai tabulati dell’ufficio Istat. Quando si evidenziano confronti si premette che questi sono stati fatti con dati di tre censimenti di scarto per offrire un’idea molto ampia dell’evoluzione demografica, della tipologia delle famiglie e del cambiamento a venire.
Demografia e tipologia delle famiglie Calabresi: Nel 2007 la popolazione della Calabria risulta essere di 1.998.052
Le coppie coniugate sono 9.277, quelle non coniugate 5.000. il 46% delle coppie di tutte le coppie hanno figli.
I nuclei familiari costituiti da un solo genitore ammontano al 8,9%.
Secondo gli stessi dati Istat, La percentuale di famiglie con cinque o più componenti è del 19,10. La famiglia a carattere unipersonale ha una percentuale di 24,80.
N° di figli per donna 1,26
Famiglie:
I separati sono 1.593, i divorziati 621.
Cittadini stranieri: Al 2005
La popolazione straniera residente in calabria e nata all’estero ammonta a 33.525
All’insieme di dati qui forniti, non deve mancare la considerazione che l’alto tasso di disoccupazione e, di conseguenza, di lavoro sommerso, può risultare destabilizzante nell’ “assetto familiare” nel territorio di cui il Progetto vuole occuparsi. Questo fattore, unito al movimento migratorio, determina un disagio sociale decisivo rispetto all’indicatore precarietà/stabilità delle famiglie del territorio preso in esame. Tale considerazione è oggetto, invero, dell’analisi del fenomeno insita negli obiettivi progettuali.
Sono da tenere in dovuto conto altri dati di più vasto raggio: nel 2005 l'incremento rispetto all'anno precedente in Italia e' stato del 4,9% per le separazioni e del 4,5% per i divorzi. L'istituto centrale di statistica segnala un tasso di divorzio nazionale pari allo 0,7 ogni mille abitanti nel 2005, mentre i divorzi e le separazioni in Calabria hanno le percentuali basse rispetto alla media nazionale, ma sempre in crescita( 2,6% e 1,2%).
Sempre come dato nazionale, chi sceglie di separarsi o divorziare, per l'Istat, ha livelli di istruzione e occupazione maggiori rispetto a quelli della popolazione coniugata. Inoltre, è privo di titolo di studio o in possesso della licenza elementare, appena l'8% dei mariti e il 7,2% delle mogli coinvolti in un procedimento di separazione o di divorzio contro il 31% e il 34% della popolazione coniugata.
Sommariamente le stesse considerazioni possono essere fatte in proporzione al territorio calabrese. Ma si precisa che le puntualizzazioni e i sondaggi di riferimento fanno parte degli obiettivi (contestualizzare e motivare il fenomeno) del progetto.
Problemi sui quali il Progetto si propone di intervenire
In un territorio in cui il reddito pro-capite medio è basso (13,395), e in cui, su una popolazione di 1.998.052 bitanti, rileva un indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) del 13,79%, la persona che ha un problema familiare, non chiede facilmente aiuto perché il sentimento di vergogna provoca omertà psicologica. A ciò si aggiunge un’ancor ben radicata visione fatalistica degli eventi della vita in un ambito in cui i problemi economici sono più grandi di qualsiasi parola regalata, allora è “normale” che il genitore o i genitori che vivono in un ambiente disagiato non pensino a soluzioni basate sulla “condivisione” dei problemi perché tali problemi devono rimanere nell’ambito domestico. La proposta di progetto intende, quindi, intervenire nel sostegno alla pratica quotidiana e nella gestione dei conflitti in ambito familiare. Considerando il contesto di cui sopra, una lettura dei bisogni sociali porta a focalizzare e affrontare alcune precise problematiche.
Si intende, quindi, affrontare quanto di seguito:
D. STRATEGIA D’INTERVENTO
Obiettivo generale del Progetto
Il progetto si propone di contribuire alla promozione della “cultura della famiglia” realizzando un luogo in cui convergano le sinergie degli Enti territoriali preposti alla politica sociale e familiare, del sistema socio-educativo, delle parrocchie, delle Associazioni delle famiglie, delle Associazioni di volontariato e dei singoli cittadini. Strutturare, quindi, un luogo che, in funzione del territorio, sia Osservatorio Permanente sulle famiglie e sulle scelte che le riguardano.
Obiettivi specifici del Progetto
Per contribuire al raggiungimento del summenzionato obiettivo generale e per rispondere alla priorità di creare nuove e migliori opportunità di gestione familiare (come sinonimo di pilastro fondamentale della società e struttura portante dei processi di innovazione e di cambiamento) l’intervento si propone di perseguire i seguenti obiettivi specifici:
1) Sviluppare/favorire le competenze genitoriali e il benessere dei genitori (in quanto condizionante il benessere dei figli)
2) coadiuvare l’attività educativa sui figli per favorire la ricerca di stabilità affettiva (riconoscimento di modelli di riferimento necessari per la crescita psico-affettiva dell’individuo in fase di crescita)
3) sostenere modalità di orientamento nell’universo familiare (all’interno fra i soggetti e nei ruoli, all’esterno fra gli operatori di sostegno)
Risultati attesi ed indicatori (corrispondenti agli obiettivi specifici sopra indicati)
I risultati attesi sono da individuare, in primo luogo, in relazione al territorio di riferimento.
Il progetto si propone di creare uno spazio di azione e di interazione tra i soggetti coinvolti al fine di garantire alle famiglie del territorio, un reale riferimento cui potersi rivolgere per qualunque esigenza.
Lo sportello, in particolare, potrà, inoltre, svolgere una funzione di tramite tra i soggetti coinvolti e i servizi territoriali, rafforzando la rete territoriale e offrendo la possibilità di realizzare approcci integrati alle problematiche evidenziate.
I risultati attesi e gli indicatori in relazione ad ogni singolo obiettivo sono i seguenti:
| Obiettivo n. | Risultati Attesi | Indicatori di Valutazione |
| 1. |
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numero di sessioni formative nell’arco di 1 anno: 3 (5-6 incontri di due ore a cadenza settimanale o quindicinale) liste di presenza:1) per gruppo; per consulenza numero seminari: 3 numero incontri dibattito: 3 |
| 2. |
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Lista di tesseramento gratuito per bambino Numero laboratori della lettura: 4 – 6 al mese Numero Corsi di formazione lettura itinerante: 1 |
| 3. |
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Lista accoglienza richieste Numero consultazioni in un semestre. 150 |
Beneficiari del Progetto
| Diretti | Indiretti |
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Aspetti innovativi del progetto:
Gli aspetti innovativi del progetto possono essere individuati in ciò che, in fin dei conti, rappresenta la motivazione che ha sostenuto l’idea.
Nel nostro territorio è pressante il bisogno di aiuto da parte di famiglie che, sempre più spesso, si ritrovano in situazioni complesse di disagio, inteso sia in senso materiale che esistenziale.
Troppe volte le famiglie in questione sentono di essere lasciate sole e vivono ai margini del contesto sociale di riferimento verso cui non nutrono un senso di appartenenza.
Incrementare un servizio che possa garantire alla famiglia spazi di ascolto e di reciproco aiuto e sostegno, insieme a percorsi di formazione, prevenzione e mediazione familiare, significa, a nostro avviso, cercare di rispondere alla richiesta di appoggio da parte delle famiglie.
Riteniamo, pertanto, che un Centro per la famiglia possa essere il punto di partenza per l’attivazione di interventi concreti volti a favorire la famiglia e a valorizzare le risorse in essa presenti.
Reti di collegamento previste con altre organizzazioni:
Il progetto prevede, inoltre, l’attivazione, in itinere, di altre forme di collaborazione con altre strutture presenti sul territorio.
La costituzione di una rete territoriale in grado di discutere e confrontarsi sulle problematiche familiari potrà costituire un punto di partenza significativo che garantirà, da un lato una ricaduta importante sul territorio;
E.REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Durata del Progetto n. 1 anno con successivi ampliamenti in relazione ai risultati raggiunti
Tempi e fasi:
| Fasi | Attività | Tempi |
| I Fase | - Corso di formazione dei volontari e degli operatori - Programmazione delle attività - Promozione del servizio |
2 mesi |
| II Fase | - Avvio attività programmate | 1 mese |
| III Fase | - Inaugurazione “Centro per la Famiglia” - Inizio attività programmate - Verifica in itinere |
8 mesi |
| IV Fase | - Verifica conclusiva e ripianificazione dell’intervento |
1 mese |
Pianificazione e tempi tecnici di realizzazione per singole fasi:
| FASI | Pianificazione Attività | Tempi tecnici di realizzazione |
| I Fase | - Corso di formazione dei volontari e degli operatori | 2 mesi (gennaio/febbraio 2007), per un totale di 8 incontri a scadenza settimanale |
| - Promozione del Servizio e programmazione lavoro d’équipe | 1 mese (marzo 2007) | |
| II Fase |
- Allestimento dello Sportello |
1 mese (marzo 2007) |
| III Fase | - Inaugurazione “Centro per la famiglia” | Aprile 2007 |
| Gruppi di auto-aiuto con i genitori; | 8 mesi con incontri settimanali (aprile/dicembre 2007) | |
| Seminari tematici d’informazione | 7 mesi con incontri mensili | |
| Attività di informazione documentazione e consulenza; | 7 mesi | |
| Corsi di formazione per genitori; Corso di formazione per baby sitter, badanti, volontari per le famiglie |
ogni corso avrà la durata media di 8 incontri a cadenza quindicinale | |
| Verifiche in itinere rispettivamente con l’équipe, i fruitori dei servizi, le Organizzazioni e gli Enti coinvolti | si prevede per ogni verifica una cadenza trimestrale | |
| IV FASE |
Verifica conclusiva: Incontro di Équipe Incontro di équipe allargata con i rappresentanti degli Enti coinvolti Questionario di gradimento dei servizi proposti Stesura del report finale. |
1 mese (dicembre 2007) |
Risorse umane coinvolte
1 coordinatore;
1 psicologo;
1 pedagogista;
1 Assistente Sociale:
1 Consulente legale
1 Animatore
Ruolo svolto nel progetto:
Coordinatore (con comprovata esperienza nel settore):
- Coordinare l'équipe e le attività del Centro
- Valutare i singoli casi e predisporre gli interventi specifici
- Mantenere i rapporti con i servizi del territorio
- Realizzare verifiche periodiche con l'équipe
Psicologo:
- Curare la formazione del personale
- Facilitare le dinamiche di gruppo
Pedagogista:
- Attività di educazione alla salute
- Seminari informativi con le famiglie
- Consulenza e sostegno alle famiglie, collegamento con le strutture del territorio
Assistente Sociale:
- Coadiuva il Coordinatore nella relazione con il territorio e i servizi
- Effettua colloqui con le famiglie - Mediazione familiare
- Partecipa alla gestione e facilitazione dei gruppi di auto-aiuto
Consulente legale
- Offre risposte su problematiche di relative al diritto di famiglia
Animatore
- Realizza attività ludico-ricreative per minori.
SOSTENIBILITÀ E RIPRODUCIBILITA’ DEL PROGETTO
Indicazioni sulla sostenibilità nel tempo del Progetto
La sostenibilità delle attività proposte si fonda, principalmente, sul finanziamento da parte della Fondazione Calabria Etica della prima annualità del progetto.
Per le successive annualità e per l’eventuale apertura di ulteriori Centri in diverse città della Calabria è ipotizzabile il ricorso a diversi canali di finanziamento quali la Legge 2003 (Piani di zona), il POR Calabria, i fondi delle Amministrazioni comunali, ecc,
Indicazioni sulla riproducibilità del Progetto
L’intervento può essere riprodotto anche in altre aree territoriali, facendo leva sulla rete di relazioni scaturite dallo sviluppo della struttura pilota.
Le attività previste diventano punto di riferimento di indagine e di intervento socio educativo in un territorio più vasto in cui la precarietà delle “condizioni di salute della famiglia” calabrese è maggiore sia in prospettiva al capoluogo, sia paragonata a qualsiasi provincia italiana.
Le attività previste a sostegno della famiglia favoriranno la circolarità dell’informazione e la cultura dell’aiuto reciproco in situazioni a volte disastrate. Facendo leva sulla coscienza di questo fondamentale paradigma etico, saranno gli stessi beneficiari del progetto a reinvestire il proprio sapere in favore del “prossimo”.
I processi di cambiamento innescati e valorizzati dall’intervento pedagogico nella gestione dei conflitti familiari, in particolare grazie al coinvolgimento delle istituzioni locali (che in tal modo divengono maggiormente modello di partecipazione sociale e democratica alla vita della città) evidenzieranno la necessità di una costante osservazione scientifica del fenomeno societario nella sua più piccola componente quale effettivamente è la famiglia; una modalità, questa, che consentirà di realizzare sempre di più una politica educativa preventiva dei fenomeni negativi e di disagio che coinvolgono i componenti stessi del nucleo familiare.
A livello più allargato l’intervento di prevenzione gioverà alla salute psico ambientale dell’intera Regione Calabria